- mattina

  • Cod. 15C
  • 14/05/2008
  • 10:00 - 13:00

Da Dipendente a Protagonista. (La leva strategica della Comunicazione Interna)

Certo, la comunicazione all'interno delle Organizzazioni sta cambiando. Ma quanto sta cambiando la comunicazione interna d’impresa per garantirsi il valore aggiunto della partecipazione delle Risorse Umane alla costruzione del patrimonio di conoscenze aziendali? Il top management sempre più spesso pone l’enfasi sulla centralità della Risorsa Umana salvo parlare di dipendenti (con la variante impiegati) non appena gira l’angolo dopo l’ultima Convention, l’ultimo convegno, l’ultima tavola rotonda dove ha presentato le best practices della sua impresa. Impresa inevitabilmente 2.0, of course! Ma come fa un’impresa a definirsi 2.0, e cioè (tradotto per gli Umani non al corrente) attenta al dialogo con il cliente, partecipativa, interattiva, in costante ascolto vigile se, prima ancora, non è tutto questo al suo interno? Difficile immaginare che un’impresa ponga tanta attenzione al valore della relazione con il cliente (o con l’utente, se siamo in ambito pubblico) se non è riuscita a garantire la qualità della comunicazione interna che deve alimentare, con una funzionale continuità, il flusso comunicativo esterno! La diffusione delle Intranet aziendali ha contribuito ad evidenziare la contraddizione tra il persistere di un modello comunicativo interno prettamente trasmissivo e la possibilità/esigenza di un modello basato sulla priorità del feedback. La contraddizione è diventata più palese, perché l’Intranet ha rivoluzionato la mappa del potere informativo/comunicativo all’interno delle aziende creando un qualche disagio nella classe dirigenziale, privata della liedership esclusiva della conoscenza, e chiamata (finalmente) ad esprimere le capacità manageriali specifiche del ruolo. Questo il focus di una delle tavole rotonde del Forum PA 2008: “Da Dipendente a Protagonista. Il ruolo della Risorsa Umana nella nuova Comunicazione Interna” con una relazione introduttiva affidata a Giacomo Mason e Paolo Artuso autori di un recentissimo libro (La nuova comunicazione interna. Reti, metafore, conversazioni, narrazioni; Franco Angeli editore) che affrontano, con un’ottica davvero innovativa, il problema d’iniziative di comunicazione interna troppo spesso trasformatesi in incerti successi o in totali fallimenti. Tecnologie inappropriate, incapacità manageriale o scarsa conoscenza dei reali meccanismi che sono in gioco nei processi comunicativi? Nel rispondere, Mason e Artuso evidenziano le mistificazioni e le ingenuità che si nascondono nei piani di comunicazione ed esplorano territori più promettenti per le pratiche della comunicazione interna e per le attività del comunicatore: la comunicazione interna può realmente cambiare e mettere in gioco storie, idee e conoscenze. Può sperimentare nuove metafore, più adatte a supportare i cambiamenti che stanno avvenendo nei processi produttivi. Per farlo deve ripartire dai veri protagonisti della comunicazione: le Persone. Su questa proposta degli autori il confronto con lo stato dell’arte nel quotidiano, che prende spunti concreti dalle realtà dell’Inail, della Polizia di Stato, dell’Accademia di Santa Cecilia, di una agenzia di formazione/lavoro (Contatto Lavoro) e di una azienda notissima anche a livello internazionale (Ferrero). Un confronto che tiene fede allo specifico di una tavola rotonda “aperta” i cui protagonisti non vogliono parlarsi addosso: l’interazione con il pubblico, perché “i mercati sono conversazioni” come ammoniva, già dieci anni fa, il Cluetrain Manifesto.

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