- pomeriggio

  • Cod. 03Si
  • 14/05/2008
  • 14:00 - 17:00

I protagonisti e le priorità della sicurezza urbana: Stato ed enti locali a confronto

Nelle città italiane, soprattutto in quelle medie e grandi, si fanno via via più evidenti i problemi legati alla presenza combinata di immigrazione irregolare, microcriminalità, prostituzione, degrado, disagio sociale, e cresce la domanda di sicurezza espressa dalla popolazione. Di fronte ad un allarme sociale che cresce, gli amministratori locali sono chiamati a trovare delle risposte immediate e soddisfacenti e tendono ad invocare e a mettere in campo interventi che sono sempre di più spostati sul versante della repressione e del controllo. Lo stesso Stato centrale, con i Patti per la sicurezza siglati nel corso del 2007 chiama sindaci e governatori a contribuire alla manutenzione dell’ordine pubblico attraverso il rinnovo del parco macchine e il potenziamento del controllo tecnologico del territorio. Sembra così perdere di peso uno dei concetti chiave che aveva ispirato le politiche della sicurezza degli anni scorsi, che è quello di sicurezza integrata, che si basa sul concorso, nella progettazione e realizzazione delle politiche di sicurezza di un determinato territorio di soggetti diversi, ciascuno con la propria specificità, e sulla messa in campo, da parte delle amministrazioni locali, di azioni di prevenzione e di inclusione sociale da affiancare a quelle di repressione e contrasto, ad appannaggio delle forze dell’ordine. Obiettivo del convegno è quello di capire quali sono il ruolo e le priorità che i diversi protagonisti della sicurezza urbana si attribuiscono e, insieme, di fare il punto, a circa un anno di distanza, sull’attuazione dei Patti per la sicurezza siglati nelle maggiori città italiane.