- pomeriggio

  • Cod. 06Sa
  • 14/05/2008
  • 14:00 - 17:00

Innovazione nel SSN: tecnologie, organizzazione e regolazione

Il progresso scientifico ha accompagnato quotidianamente lo sviluppo dei servizi sanitari nel mondo. Spesso lo sviluppo delle conoscenze e delle capacità di curare ha trainato le politiche di innovazione . Innovazione non solo quindi delle tecnologie ma anche dei modelli gestionali e dei sistemi di regolazione della piu’ complessa “organizzazione” mai realizzata dall’uomo. In sostanza quasi sempre l’organizzazione ha rincorso, spesso “affannosamente” , lo sviluppo dei saperi in sanità e dei bisogni di assistenza dei cittadini. Il fatto che la disponibilità di nuove e piu’ potenti tecnologie di diagnosi, cura e riabilitazione congiuntamente ai nuovi bisogni, abbia condizionato lo sviluppo organizzativo dei SSN di per se è un fatto positivo. Tuttavia tale positività si stempera fino quasi ad esaurirsi, allorquando il progresso scientifico e l’innovazione (ma anche le trasformazioni sociali ed i bisogni) assumono un ritmo molto accelerato con una rapidissima obsolescenza. In tale situazione infatti i cambiamenti organizzativi, strutturalmente piu’ lenti perché richiedono che centinaia di migliaia di persone modifichino i propri comportamenti , inevitabilmente arrivano sempre in ritardo rispetto alle necessità ed alle possibilità. Particolarmente critico è il ritardo rispetto alle possibilità curative che l’innovazione mette a disposizione dei pazienti e degli operatori. Infatti nella situazione di “villaggio globale” nella quale siamo immersi appare particolarmente “odioso” per i pazienti (ma anche per gli operatori) sapere che le nuove possibilità di cure migliori e piu’ efficaci non sono disponibili in un determinato contesto organizzativo/territoriale rispetto ad altri che viceversa ne dispongono. L’insoddisfazione verso i servizi erogati in alcuni contesti del nostro Paese è particolarmente elevata proprio per questo motivo. L’innovazione in sanità sta assumendo le caratteristiche di “servizio socialmente dovuto” . La nuova frontiera del SSN quindi non è tanto adeguarsi al migliore impiego delle innovazioni che giornalmente vengono rese disponibili quanto piuttosto cercare di prevedere ,con largo anticipo, in che direzione si svilupperanno le nuove tecnologie ed i bisogni dei cittadini per anticipare l’innovazione adeguando “preventivamente” l’organizzazione in modo che si trovi “pronta e puntuale” all’appuntamento con l’innovazione scientifico-assistenziale. E’ certamente un ribaltamento del modo di approcciare il problema della riforma del SSN in quanto si tratta non tanto di porre rimedio ai limiti del funzionamento in essere quanto di saper preveder il cambiamento e “preparare” l’organizzazione a farvi fronte.