- pomeriggio

  • Cod. 04Sa
  • 13/05/2008
  • 14:00 - 17:00

L’integrazione irrinunciabile. Nuovi bisogni di salute, assistenza primaria, programmazione

La necessità di riconsiderare ruolo, funzioni e importanza dei sistemi di cure primarie nasce dal basso, dal riconoscimento di bisogni di salute e di assistenza profondamente mutati ed esigenti, ai quali non siamo in grado di offrire, al momento, risposte adeguate. La sanità pubblica si misura, oggi, con scenari e soluzioni assai diversi rispetto al passato. I sistemi di assistenza primaria rappresentano la risposta più adeguata e appropriata a questo nuovo, complesso bisogno di salute, per garantire integrazione, personalizzazione dei percorsi e attenzione per la qualità della vita in tutte le sue fasi, al di fuori da ogni logica meramente prestazionale. Non una scelta tra le tante possibili, dunque, ma la strada obbligata per assicurare risposte ad una esigenza inderogabile, coniugandole con la sostenibilità complessiva del sistema. Riconoscere la strategicità della promozione dei sistemi di assistenza primaria rappresenta, dunque, un primo punto fermo, assolutamente non irrilevante, che consente di orientare la riflessione alle iniziative da mettere in campo. La 1^ Conferenza sulle Cure primarie di Bologna ha presentato una fotografia dello stato dell’arte e individuato le questioni di maggior rilievo sul tappeto. Una delle parole chiave emerse è integrazione. Due aspetti di essa meritano, ci sembra, particolare attenzione e possono individuare assi strategici intorno ai quali costruire le azioni per gli interventi a breve, medio e lungo termine. Il primo riguarda l’integrazione istituzionale, ai diversi livelli. La necessità di ripensare il territorio, garanzia effettiva dei Lea, richiede di progettarlo, di dotarlo delle infrastrutture necessarie, di riequilibrarne il rapporto con le altre aree della assistenza evitandone qualunque forma di ospedalizzazione. L’esigenza di guardare con maggiore concretezza alla centralità dei cittadini, assicurando lettura e interpretazione precoce dei bisogni, necessita di capacità di interlocuzione pronta, di intervento preventivo, di presa in carico di cronicità e disabilità, di azioni curative e riabilitative secondo l’approccio tipico della medicina di iniziativa. L’assistenza organizzata per percorsi integrati esige continuità tra le diverse aree della assistenza sociale e sanitaria, primaria e ospedaliera. Ma tutto ciò richiede, anche, una attenzione rinnovata per il tema della integrazione istituzionale, ai diversi livelli, da quello regionale, attraverso strumenti di programmazione socio-sanitari integrati, a quello territoriale, reinvestendo su ruolo e funzioni del distretto, snodo fondamentale nella organizzazione del secondo pilastro della sanità pubblica ancorché potenzialità incompiuta nella gran parte del Paese. Il secondo aspetto della integrazione sul quale soffermare l’attenzione riguarda l’integrazione tra le discipline e le professioni. L’ampliamento e la valorizzazione delle competenze, l’integrazione disciplinare e professionale sono garanzia di continuità e coerenza nelle risposte ai bisogni della persona. Nessun profilo professionale è in grado, da solo, di dare risposte efficaci ed adeguate a bisogni così complessi. Si tratta di una delle sfide più impegnative, che presuppone di investire con determinazione nella valorizzazione di tutti i profili professionali e nel superamento di vecchie e nuove resistenze di stampo corporativo. La Conferenza di Bologna ha rappresentato uno sforzo di consolidamento del percorso compiuto dai diversi attori per porre alla attenzione dell’intero sistema sanitario centralità e rilievo dei sistemi di assistenza primaria. Il richiamo a due trentennali, quello della istituzione del Ssn e quello della dichiarazione di Alma Ata, ha confermato una cornice di valori fondanti e, al tempo stesso, di riferimento per il futuro. Avere consapevolezza di tutto ciò significa porre le basi per ulteriori sviluppi e tutelarsi da possibili arretramenti futuri. Ma la rilevanza del tema richiede continuità della riflessione e passaggio deciso alla implementazione di misure concrete, come hanno sottolineato tutti gli attori coinvolti e, in pa