- mattina

  • Cod. 17C
  • 14/05/2008
  • 10:00 - 13:00

La direttiva Servizi e i rapporti con le imprese: un’occasione da non perdere

(a cura di ANCI - CITTALIA)
L’Italia deve recepire entro il 2009 la direttiva per la libera circolazione dei Servizi, approvata dal Parlamento europeo e dal Consiglio nel dicembre del 2006, promulgata con l’obiettivo di eliminare gli ostacoli alla libera circolazione dei servizi, imponendo una serie coordinata di adempimenti, tra cui l’introduzione di opportune misure di semplificazione. In particolare, essa prevede che gli Stati membri semplifichino le proprie procedure amministrative per l’autorizzazione all’accesso a un’attività di servizio e al suo esercizio; informatizzino queste procedure, rendendo possibili forme di piena interazione telematica con l’utenza; rendano facilmente accessibili tutte le informazioni sui requisiti necessari per svolgere un’attività di servizio e sulle procedure amministrative da avviare; istituiscano sportelli unici per l’accesso a questi servizi su tutto il territorio. All’interno di questo percorso, le amministrazioni comunali devono rivendicare la centralità del proprio ruolo nell’attuazione della direttiva servizi, in quanto, nella quasi totalità dei casi, gestiscono gli sportelli unici e sono titolari delle funzioni autorizzatorie. Di conseguenza, oltre a costituire il pilastro su cui poggerà gran parte dello sforzo riorganizzativo, sono in grado di individuare i problemi e le soluzioni che si pongono per semplificare i procedimenti autorizzatori, nonché per estendere e consolidare la rete degli sportelli già presente in molti comuni. In occasione di ForumPA, Cittalia – Anci ricerche vuole presentare una proposta di percorso che, a partire dai Comuni e da un esercizio efficace del loro ruolo, miri a realizzare e rendere stabili su tutto il territorio misure concrete di riorganizzazione delle politiche per le imprese e dei servizi per le attività produttive.

Programma

  • Relazioni

    • LO STATO DEI PROCESSI DI SEMPLIFICAZIONE

    • Un nuovo rapporto comuni – imprese. Due casi.