- mattina

  • Cod. 05C
  • 14/05/2008
  • 09:00 - 12:00

La rinascita possibile delle Città Digitali

Ha ancora senso parlare di città digitali? Cioè di una visione di città che, grazie all’utilizzo delle reti telematiche, migliora le sue funzionalità in termini di convivenze sociali e crescita economica? La storia della telematica urbana degli ultimi dieci anni dimostra che le direzioni intraprese e i risultati raggiunti sono andati in altre direzioni. La telematica urbana ha subito un processo di istituzionalizzazione che ne ha limitato le potenzialità e tradito le aspettative. I risultati, dopo dieci anni di sperimentazione, di progetti e di applicazioni sono apprezzabili nei campi della comunicazione istituzionale e dei servizi di base on line oramai diffusi e applicati dalla gran parte delle amministrazioni pubbliche centrali e locali. Dov’è che che la filosofia originaria delle Città Digitali è stata, invece, tradita? Tre sono gli aspetti specifici dai quali la discussione vuole prendere avvio:

1) l’abbandono della logica di governance originaria. La città digitale non può che non essere improntata su una logica collaborativa dei diversi attori locali impegnati a definire gli obiettivi per raggiungere una visione condivisa del ruolo della telematica locale. Gran parte delle iniziative, invece, si sono sviluppate come esperienze isolate dei diversi soggetti locali con pochissima propensione alla collaborazione tra soggetti diversi;

2) l’incompletezza dell’offerta. Anche dalla sola prospettiva della logica istituzionale adottata i cambiamenti e le iniziative si sono limitati ad introdurre nuove modalità (telematiche) per fornire informazioni ai cittadini o per erogare servizi. Pochissimo è stato fatto nel cosiddetto back-office, dove le nuove tecnologie avrebbero potuto portare grandi innovazioni dal punto di vista dell’efficienza e delle prassi burocratiche;

3) il fallimento delle politiche di inclusone. I servizi telematici cittadini piuttosto che favorire l’inclusione e la partecipazione tra le diverse categorie sociali e culturali hanno, a conti fatti, aumentato il divario fra queste. Alle povertà ed alle esclusioni materiali si sono aggiunte quelle tra coloro che hanno le possibilità e le capacità di accedere alle informazioni e ai servizi on line e quelli che invece sono di fatto esclusi da tale servizi.

L’incontro scaturisce da un percorso di riflessione avviato da Cittalia-ANCI con un panel di esperti lo scorso febbraio e ne rappresenta una tappa importante che ForumPA e Cittalia-ANCI vogliono condividere con un panel di amministratori ed esperti più ampio. A questo scopo l’incontro sarà organizzato come un non-convegno utilizzando la Creativity Room appositamente attrezzata a ForumPA per eventi di natura collaborativa. Una mattinata di lavoro, quindi, per analizzare insieme gli aspetti problematici delle esperienze fino ad oggi portate avanti e per definire un agenda comune di impegni da portare avanti.

L’incontro sarà coordinato e animato dalla società IDEAI e seguirà il metodo del “Knowledge Safari” . Il metodo prevede la definizione di 4 tematiche/domande, aspetti critici, sui quali costruire, e condividere, in maniera incrementale, le esperienze dei partecipanti. Trattandosi di una sessione di lavoro l’incontro è a porte chiuse.

Hanno partecipato: Stefano Alvergna, Carlo Brozzo, Miranda Brugi, Alberto Castori, Gabriella Cattaneo, Mauro Di Giacomo, Claudio Forghieri, Leda Guidi, Francesco Loriga, Alberto Marinelli, Paolo Massafrà, Sonia Massobrio, Giuseppe Nenna, Angelo Giuseppe Orofino, Javier Ossandon Correa, Marta Pieroni, Andrea Resca, Luca Rigoni, Elena Tabet, Michele Vianello, Michela Villani.