- mattina

  • Cod. 01C
  • 13/05/2008
  • 09:00 - 12:00

La "tragedia dei beni comuni"

L’incontro, che sarà aperto da Gregorio Arena e concluso da Carlo Donolo, metterà a confronto amministratori di enti locali diversi per dimensioni e collocazione territoriale, ma tutti interessati ad affrontare quella che Carlo Donolo, in un saggio di qualche anno fa, ha definito la “tragedia dei beni comuni”. Obiettivo dell’incontro però non è soltanto riflettere su un tema centrale per il nostro futuro, ma anche lanciare ai cittadini ed alla classe dirigente una proposta estremamente operativa, pur nella sua apparente utopia. In cosa consiste questa “tragedia dei beni comuni” e cosa sono i beni comuni? Beni comuni sono quei beni “che una società detiene in comune” e di cui tutti possono godere, ma che proprio per questo sono “esposti al degrado ed alla distruzione in seguito a processi di usura senza risarcimento da parte di attori egoistici” (Donolo, L’intelligenza delle istituzioni, Feltrinelli, 1997, 22). In questo consiste appunto la loro “tragedia”, nel loro essere essenziali per un vivere civile ma al tempo stesso estremamente vulnerabili nei confronti di chi ne voglia approfittare. E da questo punto di vista i beni comuni italiani sono particolarmente a rischio, considerata l’inciviltà e l’egoismo di tanti nostri concittadini. Sono beni comuni sia beni materiali come l’aria, l’acqua, il territorio, l’ambiente, le infrastrutture, i servizi di pubblica utilità, sia beni immateriali come la sicurezza, la legalità, la fiducia nei rapporti sociali, la regolazione del mercato, e altri beni simili a questi, di cui si può dire in generale che se arricchiti arricchiscono tutti, se impoveriti impoveriscono tutti.

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