- mattina

  • Cod. 17S
  • 13/05/2008
  • 10:30 - 13:00

Premiare la performance, non le buone intenzioni: passato, presente e futuro della valutazione nel pubblico impiego

Dopo anni di studi alla ricerca delle determinanti della minore o maggiore produttività dei dipendenti pubblici (con risultati spesso contrastanti), e dopo la stagione del New Public Management (che ha pesantemente spinto verso l’introduzione di pratiche privatistiche nel pubblico impiego), il tema della produttività dei dipendenti pubblici pare ancora di grande attualità per accademici e operatori di settore. L’attenzione pare oggi concentrarsi su altri fattori capaci di spiegare i livelli di produttività del pubblico impiego: il comportamento dei politici che introducono le riforme, il comportamento dei dirigenti pubblici che devono essere in grado di guidare l’attività dei dipendenti pubblici, e il comportamento dei sindacati che devono essere in grado di tutelare gli interessi di un pubblico impiego in continua evoluzione. All’interno di questo quadro, la valutazione della performance dei dipendenti ed i correlati sistemi incentivanti hanno rappresentato, negli ultimi venti anni, uno dei principali terreni di sperimentazione, confronto e discussione. Alcune buone esperienze e tante disillusioni, questo è il bilancio a luci ed ombre che si può trarre ad oggi. Da un lato, in positivo, alcuni enti hanno dimostrato che “si può fare” e “che ne vale la pena”. Dall’altro, in molti casi, hanno prevalso interpretazioni formalistiche e conservatrici, non in grado di dare un segnale significativo di discontinuità rispetto al passato. Molte, in ogni caso, le difficoltà incontrate e su tutti i piani rilevanti: l’oggetto della valutazione (è credibile?), il metodo (la performance è misurabile?), i soggetti in gioco (valutatori e valutati), il processo (il grado di formalizzazione, la complessità, i tempi, la trasparenza e le garanzie), il (debole) collegamento con i sistemi premianti (monetari e non monetari) e con i processi di sviluppo delle persone. Eppure non c’è dubbio che la valutazione sia un processo vitale per qualunque organizzazione, condizione essenziale per il miglioramento della performance complessiva, per la motivazione e la crescita degli individui. Non c’è quindi altra via che quella di porre, ancora una volta, al centro del rinnovamento delle amministrazioni pubbliche il tema della valutazione. Il convegno si propone di dare un contributo per il salto di qualità ed il rinnovamento dei sistemi di valutazione e incentivazione del personale nel pubblico impiego, attraverso la raccolta e diffusione delle migliori idee, proposte ed esperienze. Concentrarsi sul futuro è la scelta di campo. Cosa si può e si deve fare di diverso rispetto a quanto fatto fino ad oggi? Nell’ambito del convegno, a partire da una relazione di base che delineerà le possibili azioni per il rinnovamento dei sistemi di valutazione e incentivazione, si attiverà un confronto con i protagonisti, attraverso l’intervento di practitioner rappresentativi dei diversi ruoli coinvolti nelle decisioni e nel processo.

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Commenti

firmate contro il populismo di Brunetta

PER FAVORE, esprimereste un giudizio negativo sul semiministro Brunetta sul sito del Corriere della Sera, per moderare un po' il giudizio positivo che riscuote sul grazie al suo stile LEGGERMENTE demagogico?
grazie

http://www.corriere.it/appsSondaggi/pages/corriere/d_3237.jsp