- pomeriggio

  • Cod. lab.48
  • 10/05/2011
  • 15:00 - 15:30
  • Padiglione 9
  • Stand 1A

Un episodio di Archeologia Industriale posto alle sorgenti del Volturno “La cartiera S. Bernardo”

La cartiera sorge in un’area che per le caratteristiche idrogeologiche  è stata per secoli adibita ad attività produttive. L’identita dell’opificio, il proprio sistema di adduzione idraulica, sono idealmente collegabili alla riorganizzazione agricola dei luoghi avviata nel VII secolo dai benedettini di S. Vincenzo al Volturno, la quale determina certamente la costruzione di identità paleoindustriali quali mulini e frantoi,identificando così per l’area una precisa e irreversibile caratterizzazione di destinazione d’uso. L’identità di monumento industriale nella cartiera è palese: essa nella propria collocazione territoriale e nel sistema di fabbrica adottato, partecipa a un più ampio dibattito storico-geografico inerente la prima industrializzazione dell’Italia meridionale, e ciò in quanto l’opificio costituisce ancora oggi rappresenta l’episodio tecnologico-produttivo posto più a monte tra tutte le industrie alimentate dal Volturno. La collocazione del’Bene culturale nel territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, e la sua vicinanza al centro archeologico di San Vincenzo al Volturno, potrebbero costituire un incentivo alla proposizione di interventi progettuali di supporto alle medesime specificità territoriali. Comunque nella formulazione di una qualsiasi analisi finalizzata al recupero della cartiera, non dovrà escludersi un capitolo dedicato alla salvaguardia dei fattori ambientali generanti l’episodio industriale e teso a ristabilire il delicato rapporto, una volta esistente, tra il fiume e il tratto di territorio che lo stesso interessa.

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