28 maggio, giovedì - pomeriggio

  • Cod. ws.109
  • 28/05/2015
  • 15:45 - 17:15
  • Padiglione 40A
  • Stand ISTAT

Monitoraggio delle politiche pubbliche

Con “monitoraggio delle politiche pubbliche” si intende l’attività di analisi della politica fiscale e monetaria allo scopo di metterne in evidenza eventuali punti di forza e di debolezza. In questa sessione, si tratterà delle più recenti tecniche econometriche in grado di misurare l’effetto causale delle politiche implementate e si approfondiranno due aspetti specifici: l’impatto del Quantitative Easing sul ciclo economico italiano e gli effetti distorsivi della pressione fiscale sulle scelte di finanziamento delle imprese in Italia.

Programma

  • Coordina

  • Valutazione delle politiche pubbliche: difficoltà e possibili soluzioni

    In un’ottica di razionalizzazione della spesa pubblica è cruciale valutare quale parte della spesa pubblica è improduttiva. A tal scopo, negli anni recenti sono state sviluppate tecniche econometriche in grado di misurare l’effetto causale delle politiche implementate e dunque stimarne gli effetti prodotti. Tale approccio scientifico al problema si scontra con resistenze e luoghi comuni circa la valutazione delle politiche pubbliche. Il seminario mira a far luce sui recenti sviluppi scientifici, la cosiddetta metodologia del controfattuale, evidenziandone potenzialità e limiti, e al contempo sgomberando il campo da equivoci e approcci alternativi non direttamente volti alla stima dell’effetto causale.

  • Il monitoraggio degli effetti della politica monetaria: il caso del Quantitative Easing

    Per ricondurre le aspettative dell’Euro zona verso la stabilità dei prezzi, nel corso del 2015 e del 2016 la BCE rafforza in senso espansivo la politica monetaria attraverso un programma di acquisto di titoli pubblici e privati dell’Eurosistema (Quantitative easing). I canali attraverso cui ci si attende che l’azione della Bce possa produrre effetti sul livello obiettivo dell’inflazione e sulla crescita sono diversi, tra cui il miglioramento delle aspettative, il calo dei rendimenti dei tassi a lungo termine, il deprezzamento del tasso di cambio e la ripresa dei prestiti a imprese e famiglie.
    Al fine di monitorare i possibili effetti per l’economia italiana e misurare l’eventuale impatto del QE sul ciclo economico, sono stati condotti alcuni esercizi di simulazione utilizzando il modello macroecometrico internazionale di Oxford Economics. In particolare, gli esercizi offrono una misurazione controfattuale di tali effetti, disegnando lo scenario economico che si determinerebbe nell’Area euro in assenza degli interventi della Bce per il biennio 2015-16.

  • Indicatori forward-looking per la valutazione delle politiche fiscali sulle imprese

    Per valutare l’effettiva pressione fiscale e i suoi effetti distorsivi sulle scelte di finanziamento delle imprese è possibile calcolare indicatori di tipo forward-looking su ipotetici progetti di investimento, secondo l’approccio di M. Devereux e R. Griffith. Questi indicatori, come ad esempio il costo del capitale o le aliquote effettive medie di imposta, sono particolarmente adatti per misurare il cuneo fiscale sul capitale (e quindi gli incentivi generati dal sistema fiscale sugli investimenti futuri) e il divario nel trattamento fiscale tra il ricorso al capitale proprio e al capitale di terzi. Le specificità della tassazione italiana generano, però, problemi teorici e pratici per il calcolo di tali indicatori: in questo seminario, dopo aver introdotto i principali indici, spiegheremo come superare questi problemi e quindi analizzeremo, proprio attraverso il costo del capitale, gli effetti delle due principali e più recenti riforme fiscali: l’introduzione nel 2008 di un limite alla deducibilità degli interessi passivi e l’introduzione nel 2011 di una deduzione della remunerazione “ordinaria” del capitale proprio (ACE – Aiuto alla Crescita Economica).